PARLIAMONE CON...

Michele Manigrasso incontra Matteo di Venosa

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Matteo di Venosa, Docente presso il Dipartimento di Architettura di Pescara e

Presidente del Corso di Laurea in Scienze dell'Habitat Sostenibile, ai microfono di O.P.C.I.

Intervista a cura di Michele Manigrasso

Matteo di Venosa, Docente di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura di Pescara e Presidente del Corso di Laurea in Scienze dell’Habitat Sostenibile. Nel 2018 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) come Professore di “prima fascia”, settore 08/F1- Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale (SSD Icar 21). È componente (2014-2018) della Giunta esecutiva e del Consiglio dei rappresentanti della Società Italiana degli Urbanisti (SIU). Nella sua attività didattica di ricerca e progettuale si occupa dei temi che riguardano il rapporto tra infrastrutture e territorio, la pianificazione delle aree costiere e portuali, la pianificazione urbanistica in condizioni di rischio. Tali tematiche sono al centro di una intensa attività di ricerca e di sperimentazione progettuale.

M.M. Ospite di questo nuovo appuntamento nella rubrica “Parliamone con…” è Matteo di Venosa, Urbanista e Docente del Dipartimento di Architettura di Pescara, membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani, e Presidente del nuovo Corso di Laurea in Scienze dell’Habitat Sostenibile, percorso formativo triennale che sarà avviato il prossimo settembre. Un Corso di Laurea che si preannuncia particolarmente significativo rispetto alla crisi ambientale, sociale ed economica che stiamo attraversando.

Matteo, per queste ragioni, ti invito a illustrare gli obiettivi prioritari del nuovo Corso di Laurea.

Il nuovo Corso di Laurea in Scienze dell’Habitat Sostenibile si avvierà il prossimo settembre e giunge oggi a una sua maturazione organizzativa, dopo tre anni di lavoro, avviati nel 2017. Io ho l’onore, come hai detto e ricordato, di esserne il Presidente, ma colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, in particolar modo tutti i miei colleghi.

Vi darò le indicazioni principali di questo percorso formativo, ma prima di tutto voglio dire qualcosa sul contesto storico. Il Corso di Laurea nasce in una delicata congiuntura sociale ed economica, ma allo stesso tempo intende cogliere le grandi opportunità offerte dal contesto che sta cambiando.

Ci tengo a sottolineare che si tratta di un progetto etico che assume i valori della sostenibilità ecologico-ambientale e dell’equità socio-economica come fondamenta di un nuovo percorso culturale e cognitivo.

Come è noto, le politiche ambientali e della sostenibilità, in particolare, sono al centro di un profondo processo di riforma. La transizione ecologica e digitale guiderà il nuovo modello economico e di sviluppo su scala globale e locale. Su questi temi c’è grande attenzione. L’emergenza ambientale, che coincide con l’emergenza sociale ed economica, detta le priorità delle politiche di intervento a livello mondiale, nazionale e locale.

L’Agenda 2030, il programma mondiale per la crescita sostenibile e l’occupazione (2015), il programma Next Generation EU (2020), il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR 2020) ci indicano come nei prossimi anni saranno sempre più richieste dal mercato del lavoro figure professionali che traghettino le società e le istituzioni verso un modello di sviluppo più green e sostenibile.

È necessario quindi investire nella formazione e nelle competenze scientifiche in grado di accompagnare i processi di programmazione, pianificazione ed attuazione delle opere sui temi-chiave della transizione ecologica che interessano: la riconversione industriale e l’agricoltura sostenibile, la mobilità e le infrastrutture (fisiche e digitali) per la competitività dei territori, la sicurezza ambientale, la gestione delle risorse idriche, la qualificazione energetica della città e dei manufatti edilizi. All’interno di questa ampia prospettiva culturale ed operativa si colloca il nuovo Corso di Laurea in Scienze dell’Habitat Sostenibile.

M.M. Bene, mi sembra tutto molto interessante come risposta alle domande che il pianeta ci pone. Per chi volesse iscriversi a questo nuovo Corso di Laurea, studenti, tecnici, professionisti già laureati, quali potranno essere gli sbocchi professionali?

È nostra intenzione formare un tecnico della pianificazione e del controllo ambientale che operi per la cura dei territori fragili del nostro Paese: la resilienza costiera - un tema molto importante per l’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani -, le aree interne, le periferie urbane, i territori a rischio ambientale e sanitario, ma anche la città storica e consolidata, sempre più alle prese con la gestione dei problemi dell’isola di calore, di gestione delle acque di prima pioggia, più in generale, di organizzazione della mobilità.

 

Come accennavo è la legislazione europea e nazionale in materia ambientale che impone l’obbligatorietà per le pubbliche amministrazioni ma anche per le aziende private, di certificare la conformità di sistemi, metodi e processi ai canoni della sostenibilità. Quindi c’è una richiesta sul mercato, oggi largamente inevasa. Il laureato in Scienze dell’Habitat Sostenibile potrà lavorare in diversi settori del mercato. Vorrei citare almeno tre aree: i) nel management per la sostenibilità, come mobility ed energy manager ma anche come esperto di Green Public Procurement (GPP); ii) nella pianificazione per la sostenibilità, per la redazione dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici  (PAAC) e di quelli per l’energia sostenibile (PAES),  dei piani del verde e della mobilità sostenibile (PUMS); iii) nella progettazione per la sostenibilità, per la redazione dei rapporti strategici, per il monitoraggio e controllo ambientale delle procedure in cantiere, per la rilevazione delle performance ambientali ed energetiche di impianti e strutture edilizie. Questo è un ampio e innovativo campo di operatività, che oggi non trova una simile offerta formativa nell’attuale sistema universitario italiano. Inoltre, c’è attinenza del laureato Habitat rispetto alle unità professionali individuate dai codici ISTAT, infatti si inserisce tra le professioni tecniche, in campo scientifico, ingegneristico e della produzione.

Dai colloqui che ho già avuto con studenti, laureati, professionisti, ho colto un importante interesse da queste categorie, che vogliono investire in nuove competenze che intercettino le sfide e le opportunità di un mercato professionale che si è ampliato notevolmente negli ultimi anni.

M.M. Mi sembra che il tuo discorso segua comunque una traiettoria che a Pescara è stata già tracciata, lavorando – soprattutto nei corsi di Urbanistica – in maniera interdisciplinare e sulla transcalarità del progetto. Come potrà essere trasferita agli studenti questa importante complessità? E come è stata organizzata l’interdisciplinarietà all’interno del percorso formativo?

Gli obiettivi professionali a cui ho accennato non possono essere perseguiti se non attraverso un percorso formativo interdisciplinare. Stiamo parlando di tematiche complesse e di problemi che vanno affrontati da più punti di vista. In questo caso, le parole chiave sono “integrazione disciplinare” e “apprendimento collaborativo”.

Il programma didattico prevede, infatti, la presenza di numerosi saperi che corrono a qualificare dal punto di vista ambientale i processi di trasformazione dei territori e delle città contemporanei: l’urbanistica e l’architettura del paesaggio, la climatologia la geologia, la biologia, l’economia ambientale, l’ecologia, l’agronomia e l’estimo rurale, la sociologia e l’antropologia culturale. Queste materie saranno distribuite lungo i tre anni del corso, secondo l’intersezione di tre aree di apprendimento: un’area scientifica per l’acquisizione delle conoscenze di base; un’area analitica per lo sviluppo delle capacità di comprensione dei processi di funzionamento e di trasformazione antropici e naturali dei nostri territori, e in ultimo un’area applicativa per l’acquisizione delle materie professionalizzanti per l’ingresso nel mondo del lavoro. In questa ultima area organizzeremo laboratori e tirocini che consentano ai nostri dicenti di acquisire le tecniche e i metodi per operare nel mercato del lavoro.

M.M. Direi di concludere questa presentazione del Corso di Laurea Triennale con le indicazioni utili alle iscrizioni. C’è un test di ingresso per accede a questo Corso di Laurea? Dove è possibile trovare ulteriori informazioni?

Informazioni molto utili sui contenuti del corso sono presenti sulla pagina di Orientamento, all’interno del sito del Dipartimento di Architettura di Pescara [www.architettura.unich.it/habitat/]

Da questa pagina si potranno prenotare e calendarizzare incontri con me che risponderò a quesiti e ad esigenze specifiche.

Consiglio di iscriversi alla newsletter, in modo da ricevere informazioni sulle novità del progetto formativo [www.architettura.unich.it/iscriviti-alla-newsletter]. Inoltre, abbiamo una pagina Facebook [@habitatsostenibile] che puntualmente aggiornerà gli interessati sulle novità e le attività in corso.  

Scienze dell’Habitat Sostenibile è una Laurea Triennale con accesso programmato, per un numero massimo di 80 posti.  Al compimento dei tre anni, si prevede una Laurea Magistrale e a questa stiamo già pensando. Per le iscrizioni è richiesto un diploma di scuola Secondaria Superiore conseguito in Italia o all’estero con titolo equipollente. Rilasceremo un titolo di Diploma di Laurea Triennale che consentirà l’accesso alle Lauree Magistrali o ai Master di II livello.

La prova d’ingresso consiste in un test nazionale simile a quello di Architettura. Ci saranno 40 domande divise per aree: cultura generale, logica, storia, disegno, fisica e matematica. Il test sarà organizzato entro il 23 settembre. Ci tengo a sottolineare che sarà un test molto inclusivo: qual ora non si dovesse superare la soglia minima delle risposte corrette, si avrà la possibilità di recuperare i crediti formativi successivamente, anche per venire incontro alle difficoltà create dal momento storico che stiamo vivendo.

Taranto- Bari, il  25 Marzo 2021

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Per ulteriori informazioni:

visita il sito: www.architettura.unich.it/habitat/

segui la pagina Facebook: @habitatsostenibile

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by Legambiente

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L’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani di Legambiente, con il supporto scientifico di ricercatori e docenti delle Università di Pescara, Ancona, Bari, Ascoli, Firenze, Genova, Messina, Milano, Trento, Venezia e di enti di ricerca come CRESME, ENEA, GNRAC, INGV, intende aumentare e allargare l’attenzione nei confronti delle aree costiere e dei fenomeni di trasformazione in corso. Cambiamenti climatici, consumo di suolo, dinamiche sociali e nuovi modelli di turismo sono alcuni dei temi affrontati, rispetto ai quali la pianificazione dovrà dare risposte per il futuro dei paesaggi costieri italiani.

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